Quanta Musicoterapia C'è In DEMETRIO STRATOS...

13.06.2022

Il vero significato della voce umana, risiede nella maggior parte degli elementi puramente fisici della VOCE.

I movimenti della laringe, di respiro, i rumori "indesiderabili"; questa ricca gamma di sfumature istintive, dell'irrazionale, che Demetrio chiamava "Voce-musica", vengono spesso uniformati per dar luogo alla voce parola-veicolo con la sua funzione verbale-comunicativa, a scapito di una più profonda funzione espressiva-esistenziale.


La bocca è un canale poco sfruttato, che può subire essere vista come una "nuova vocalità", liberatoria e inclassificabile, se si accetta di rifiutarsi, di sottomettersi a meccanismi di controllo culturale, 

cioè una voce che è in grado di urlare, gemere. e per "cantare se stesso", 

è attraverso la bocca che prima entriamo in contatto con il cibo, il latte materno, quello della madre-seno, origine del piacere e mantenimento della vita. 

Ma la bocca è anche la fonte da cui emana la voce, che sgorga parole ed emozioni soffuse da elementi di second'ordine, "parassiti" del linguaggio ordinato, razionale e significativo.

Per Demetrio Stratos c'era davvero una sintomatologia della vocalità che è stato livellato dalla routine quotidiana, e che potrebbe essere riassunta in tre punti:

1) La voce come semplice veicolo del verbale linguaggio;

2) L'Insensibilità uditiva agli aspetti della cosiddetta voce-musica;

3) L'intorpidimento e il controllo dell'uomo attraverso le abitudini vocali e audio


Articolo curato da Simone Rizzardi Founder di MusicoTerapiaViva.it

Per i greci la musica era un'arte che comprendeva anche la poesia, la danza, la medicina e le pratiche magiche, oltre che testimonianza di numerosi miti

Uno è quello di Orfeo, l'inventore della musica, che riuscì a convincere gli dei dell'Ade a restituire la scomparsa sposa Euridice. Pitagora sosteneva che la musica, prodotta dalla rotazione dei corpi celesti, rappresentasse l'armonia e l'ordine del cosmo. Aristotele credeva nella capacità della musica di produrre una purificazione nell'ascoltatore, proprio perché in grado di imitare tutte le emozioni che ci tormentano. 


La voce, il corpo e le sue sinestesie sono il fulcro di un'esperienza insieme pratica e teorica, che nello sforzo di tradursi in un sistema duttile e flessibile, pronto a rinnovarsi nel confronto/incontro di ogni caso specifico, acquista una valenza catartica.

Demetrio tutto questo era in grado di farcelo percepire suonando quell'unico strumento che era la sua voce.

Demetrio ci ha confermato, infatti, che esiste una fisiognomica della voce, così come esiste una fisiognomica dei volti. Anzi, come Stratos sapeva molto bene, non solo è possibile riconoscere dalla voce le caratteristiche espressive del cantore greco, ma indovinare molto del suo mondo interno e dei suoi segreti espressivi. 


E così, la partita si gioca per intero nell'ambito del corpo, che non è solo corpo: 

in esso trova infatti dimora una qualche intelligenza originaria del suono, la necessità di governare la visceralità dell'esistere, come frutto abissale del caos 'primigenio', che emerge al di sopra dell'immagine del corpo.

Stratos afferma l'anarchica visione dei suoni della voce come VOCE PRESENTE dell'Essenza : "d'ora in poi, i suoni creati hanno il diritto di essere ascoltati". 

Il cantante/interprete Stratos ha sottolineato che tra le 'pieghe' del linguaggio - c'è un inesplorato universo di suoni, dove la voce, con la sua materialità, ha un'importanza seminale

La voce dovrebbe essere una pura esternalità, pharmakon, prima o poi velenoso e risanatore, senza altra esternalità che se stessa: il vocale come voce.


SI potrebbe pensare alla vocalità come escrezione?

Vomitare rumori interferenti e recuperare la voce della voce, piacere senza repressione, la voce come viene intesa dalle culture orali che trovano il loro" equilibrio nelle azioni rituali interattive del canto e dell'udito. 

Pensare a uno "sprecato" della vocalità, che comunica oltre la parola. Il respiro, senza che nessuna voce esistente o qualsiasi canto totalmente libero di esprimere se stessi. 

Questo tipo di vocalità come escrezione sta nel presente, l'istante stesso che unisce passato e futuro, eppure totalmente diverso dal tempo essenzialmente lineare del discorso verbale, funzionale. 

Puro istante di suoni che non puoi più possedere o classificare con la critica sbiadita della razionalità, ma che si apre fino al tempo del gioco.

La Giocosità condivide la 'tragedia' dell'emanazione della voce e la sua conseguente dispersione nell'aria, da dove tornerà come respiro, come voce, come canto, come urlo, come silenzio, pregno di suoni.

Una voce libera, come viene proposto da Stratos, porta alla mutevolezza di un soggetto che canta. 

È polifonica e "schizofrenica". 

Si diventa produttore desideroso di materia che non si sottomette alle leggi logiche dell'identità, poiché la voce risale al "pre", il superamento e la rivelazione di un primo flusso di codificazione sul corpo della terra: la voce nomade.

Ogni materiale è il benvenuto se aiuta a promuovere la comprensione e l'emozione tra le persone, la ri-connessione con tutto ciò che ci rende più vivi.

Una voce/corpo, impregnata di senso accuratamente distribuito e razionato, accentrato nel "Sé" e nella soggettività, che si immagina come causa di tutto. Narcisisticamente, non può sopportare altro che al suo binario di aspettative: voce-urlo Vs. voce-discorso.

Un esempio di questo eccellenze sono i bellissimi "Mirologhi I e II" e "Criptomelodie Infantili" - esibizioni di Demetrio Stratos, in cui si può osserva la voce pharmakos, la voce dell'agnello e/o del lupo fondersi e, allo stesso tempo, in un divenire emozionante: il valore del suono prodotto dal corpo che di diventare musica.

Demetrio Stratos (1945-1979) è stato un cantante noto per il suo uso creativo di tecniche vocali come la diplofonia, la bi-tonalità e la difonia (canto armonico).

Il suo bisogno di conoscere le spiegazioni scientifiche di tali comportamenti vocali, lo spinse a visitare l'ISTC di Padova (Istituto di Scienze e Tecnologie Cognitive) alla fine degli anni Settanta.

Le risorse tecniche dell'ISTC e degli esperti di fonetica e foniatria, gli hanno permesso di analizzare il proprio sistema fonoarticolatorio e gli effetti che è stato in grado di produrre.

I sonogrammi degli esercizi di Stratos (realizzati all'epoca e recentemente rifatti) mostrano che nello stesso esecutore esistevano diverse abilità fianco a fianco, cosa rara da trovare. Questo segna la sua unicità nella scena musicale d'avanguardia e popolare dell'epoca. 

Quanta Musicoterapia C'è In DEMETRIO STRATOS...

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Simone Rizzardi, Founder di MusicoTerapiaViva.it

Musicoterapista, Operatore e Consulente nel Benessere del suono.

Esperto di applicazioni della musica in contesti Clinici e di Crescita personale. Musicista

e appassionato della Valorizzazione dei Talenti delle persone