Parlami con la Musica: Il DIALOGO SONORO

03.05.2022

I 3 principali 'criteri' per una 

Comunicazione efficace in Musicoterapia 

Simone Rizzardi - www.MusicoterapiaViva.it

Il Dialogo Sonoro come ci ricorda il Prof. Scardovelli è una situazione in cui due persone comunicano tra loro attraverso i suoni prodotti con il proprio corpo, con la voce, con oggetti o con strumenti musicali. 

L'utilizzazione del suono e della musica facilita l'apertura di un canale di comunicazione, anche nei casi di particolare gravità.

Perché la Musicoterapia?

I momenti o le sequenze interattive, dove è possibile una dinamica comunicativa "sono in rapporto di stretta contingenza con i comportamenti-comunicazione del musicoterapista".

Le condotte che permettono questo sono riferite , all'adeguarsi del tempo-ritmo della persona con cui si lavora e al suo livello di organizzazione , nonché al sintonizzarsi con i suoi 'canali' sonoro-musicali-relazionali privilegiati, attraverso il dialogo sonoro


Grazie allo studio sistematico delle ridondanze, si è cominciato a comprendere sempre meglio che il comportamento interattivo, anche nei bambini con grave ritardo, è governato da una grammatica e da una sintassi, cioè da una serie di regole generali e particolari, la cui conoscenza, comprensione e padronanza facilita di molto l'instaurarsi di una comunicazione produttiva (cioè non stereotipata o confusiva)

Quello che, al contrario, appare molto differente è il "lessico", o repertorio di segnali disponibili.

In questo campo, il problema maggiore consiste nell'individuazione del canale o dei canali privilegiati di comunicazione che con il dialogo sonoro possono essere fatti emergere.

Soltanto attraverso un congruo periodo di osservazione-ascolto del bambino è possibile così individuare, sullo sfondo apparentemente disordinato e in gran parte "privo di senso" del suo flusso comportamentale, alcune figure emergenti, alcuni elementi discreti, alcune configurazioni di segnali, spesso utilizzati in modo circolare e ripetitivo, suscettibili però di evolvere ed acquisire significato relazionale nel contesto di una musicoterapia evolutiva.

 (https://www.musicoterapiaviva.it)

E di fatto, nella nostra esperienza, il rapporto tra questi elementi discreti e i comportamenti-comunicazione di un partner adulto sembrano governati da una serie di regole (da una grammatica, appunto), delle quali alcune molto generali, probabilmente specie specifiche di tutti gli esseri umani, indipendentemente dall'età e dal livello di maturazione raggiunto.

Mi riferisco:

1-) allo schema di alternanza dei turni (stile conversazionale, Kaye, 1977),


2) al tempo di risposta, ovverossia al rapporto di contingenza dell'azione altrui con la propria (Papousek, Papousek, 1977), 


3) al rapporto di famigliarità novità o prevedibilità-imprevedibilità dello stimolo-messaggio in grado di elicitare l'attenzione del bambino (Kagan, 1972). 

Ci siamo così fatti l'idea che è sempre possibile migliorare le proprie capacità di comunicare, anche nei casi e nelle situazioni apparentemente più difficili, adeguandosi alle regole implicite o nascoste, generali o particolari, che disciplinano il comportamento interattivo embrionale od attuale del nostro interlocutore.

E Soltanto attraverso un congruo periodo di osservazione-ascolto del bambino è possibile così individuare, sullo sfondo apparentemente disordinato e in gran parte "privo di senso" del suo flusso comportamentale, alcune figure emergenti, alcuni elementi discreti, alcune configurazioni di segnali, spesso utilizzati in modo circolare e ripetitivo, suscettibili però di evolvere ed acquisire significato relazionale.

Su questa linea, il dialogo sonoro ci appare oggi come un particolare tipo di interazione in cui vengono amplificati ed evidenziati certi aspetti specifici della comunicazione interpersonale, che rivestono un peso decisivo nella definizione della relazione:

-sintonizzazione sul piano temporale-ritmico-energetico,

-sul livello di organizzazione,

-sui tempi di risposta, ecc. 



In conclusione, il dialogo sonoro, sorto come tecnica della musicoterapia, nel momento in cui viene sottoposto a nuove modalità di lettura (faccio riferimento in particolare all'approccio sistemico, alla teoria della comunicazione, alla programmazione neurolinguistica e all'approccio centrato sulla persona), 

sembra rivelarsi come un fecondo campo di indagine per l'acquisizione di nuovi strumenti operativi ad amplissimo spettro di applicazione, non confinabili cioè all'interno di una pratica terapeutica, riabilitativa pedagogica specifica.

Di fatto, esso ci appare oggi come un laboratorio privilegiato per l'osservazione e la presa di coscienza delle personali modalità interattive, ed occasione per l'ampliamento delle stesse, in senso funzionale alle relazioni in atto.

Sotto questo aspetto, la valenza trasversale del dialogo sonoro, e quindi la sua trasferibilità a contesti interattivi nuovi (rispetto a quelli originari, in cui è stato prevalentemente applicato e studiato), dimostra ancora una volta come, più in generale, la musicoterapia oggi possa e debba essere considerata una transdisciplina, in grado di dialogare e ibridarsi, in modo fecondo, con altre discipline .

Fonte: Il flauto di Pan Musica, Complessità, Comunicazione di Mauro Scardovelli ECIG- 1998


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Simone Rizzardi 

Founder Musicoterapiaviva.it

Musicoterapista, Operatore e Consulente nel Benessere del suono.

Esperto di applicazioni della musica in contesti Clinici e di Crescita personale. Musicista

e appassionato della Valorizzazione dei Talenti delle persone